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L'armadio delle vite
NON vissute.

Esiste un luogo...

Esiste un luogo nascosto, un confine invisibile tra ciò che mostriamo al mondo e ciò che custodiamo nel cuore. Un posto che nessuno osa nominare, eppure presente in ogni casa, dietro una porta che cigola appena.

È l'armadio. Ma non un semplice guardaroba. È il custode dei nostri "se", dei "ma" e dei "forse". Un confine sottile tra l'io reale e l'io ideale, tra ciò che siamo e ciò che ci hanno detto di essere.

 

Dentro, ordinati con una precisione quasi ossessiva, ci sono gli abiti delle vite non vissute. Vestiti impeccabili, stirati alla perfezione, mai sgualciti dalla libertà. Abiti scelti con cura, non per piacere, ma per adattarsi. Per essere accettata. Per essere all'altezza.

Ma in quell'armadio si aggira un'ombra. Non la vedi, ma la senti. Il Sarto Invisibile. Un essere subdolo, che lavora in silenzio, con ago e filo di paure e aspettative. Cuce vestiti con tessuti che soffocano, con cuciture che stringono il respiro. È sempre pronto ad incalzare: "Ti serve un abito più discreto.” “Meglio qualcosa che non attiri troppo l'attenzione.” “Sii professionale, perfetta, sii quello che il mondo vuole."

E così, ogni mattina la scena si ripete. Apri l'armadio, scruti le grucce, scegli l'abito meno scomodo. Uno che non faccia troppo rumore. Uno che non disturbi. Uno che ti renda invisibile abbastanza da non essere giudicata, ma presente quel tanto che basta per non sentirti dimenticata.

 

Perché chi osa mostrarsi per ciò che è, rischia di essere visto davvero!

 

Ma un giorno accade qualcosa. Inciampi davanti a quella porta nella ricerca di qualcosa di dimenticato da troppo tempo. E’ un abito colorato che silenziosamente si è fatto da parte. All'inizio è solo un brivido. Una scossa sottile, un impulso inaspettato. Poi diventa un sussurro. Una domanda che sorge dal profondo:

"E se smettessi di infilarmi in abiti che non mi appartengono e osassi un colore che nessuno si aspetta?

Se dicessi no a quel vecchio cappotto di obblighi e paure e provassi finalmente l'abito della mia autenticità?

 

Il Sarto Invisibile non lo permette. Tira i fili, stringe i nodi. Ti vuole sua. Ti ricorda chi sei stata, ti mostra le cicatrici delle volte in cui hai fallito e ti sussurra: "Senza di me, sarai sola." "Senza di me, rideranno di te." "Senza di me, non sei nessuno."

Ma sotto le macerie della paura, qualcosa brilla.

È una chiave. La Chiave del Guardaroba. L'hai sempre avuta con te, ma non l'avevi mai vista. Tremando, la stringi tra le dita. È ruvida, imperfetta, antica. Ma è tua. Ti avvicini a una porta che non hai mai notato prima, incastonata sul fondo dell'armadio.

Una porta che il Sarto Invisibile ha sempre nascosto. Quando la chiave gira nella serratura, senti un rumore sordo. Il battito del tuo cuore. Dall'altra parte c'è un muro. E su quel muro, un manifesto.

Il “Manifesto delle Donne Imperfette”.

 

È una parete di nomi incisi nel tempo. Nomi di donne che hanno osato togliersi di dosso i vestiti cuciti dal Sarto Invisibile. Nomi di donne che hanno detto "basta", che hanno aperto il proprio armadio e hanno scelto loro stesse.

Ti avvicini e tra i nomi ne riconosci alcuni. Sono donne che conosci.

Donne che prima sembravano perse e ora brillano. Donne che hanno osato essere viste.

 

E poi lo vedi, c’è un nome ancora da scrivere: il tuo!

 

Sorridi. Non perché hai trovato il vestito perfetto. Ma perché hai smesso di cercarlo. Esci dall'armadio, lasci la porta aperta. Il Sarto Invisibile non ha più potere su di te.

Ti guardi intorno. C'è luce, c'è aria e per la prima volta, scegli un vestito senza chiedere il permesso a nessuno. Indossi te stessa e il mondo finalmente ti vede!

 

Questa è la storia di tante donne come te. Di chi ha vissuto in silenzio, cercando la perfezione e finendo per sentirsi inadeguata. Di chi ha lasciato che il Sarto Invisibile cucisse la sua vita, pezzo dopo pezzo, parola dopo parola.

Ma è anche la storia di chi ha trovato la chiave.

Di chi ha avuto il coraggio di aprire la porta, di guardarsi con occhi nuovi, di scrivere il proprio nome sul “Manifesto delle Donne Imperfette”.

 

In quelle donne ci sono anch'io.

 

E oggi so che non devo più adattarmi per essere accettata. Che il mio valore non è nelle cuciture perfette, ma nelle imperfezioni che raccontano chi sono. Che ciò che il mondo non ha mai capito di me, era semplicemente ciò che mi rende unica.

Sono così maledettamente imperfetta da essere perfetta. Il problema non sono io. È il mondo che si ostina a non capirlo.

Ma io ho smesso di aspettare che lo faccia. E tu? Sei pronta ad aprire il tuo armadio e a scegliere chi vuoi essere?

“Ogni mattoncino è un’idea. Ogni idea può costruire un futuro.”

Hai tra le mani un mattoncino: scrivimi,
iniziamo a costruire il tuo domani.
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